Vivo di emozioni,
il mio corpo ha bisogno di esse
sono queste che mi fanno sentir vivo.

Sono la carica che mi fà battere il cuore
non vi può essere nullo di sostitutivo.

Non vi può essere mediazione,
ragionamento per trasmettere la gioia di vivere.

Possono essere piccole o grosse,
importanti o futili,
positive o negative,
ma senza di queste sarei un’automa.

L’energia che sprigionano
danno senso alla vita di ogni giorno,
l’emozione di un amore,
di un odore,
di un profumo,
di un rumore,
fanno si che il corpo reagisca
e viva.

Come può essere ‘emozione pura
di un amore puro quale il nostro,
amore incondizionato,
senza nessun fine
se non quello di amare.

L’amore puro tra uomo e uomo,
non ha nessun secondo scopo,
se non quello di nutrire questa fucina di emozioni.

Non vi è premeditazione,
non vi è calcolo,
ne ragionamento,
solo amore incondizionato.

Imparare a goderlo vuol dire imparare a respirare,
imparare a viverlo vuol dire nascere,
oppure rinascere una, mille, infinite volte.

Ogni volta l’emozioni tocca il cuore,
è un battito di vita,
è un atto respiratorio,
è un momento di immortalità.

Abbandonarsi ad esso
non vuol dire essere degli sciocchi,
vuol dire aver voglia di vivere,
provare il desiderio di continuare a vivere,
anche se può costare fatica.

Abbandonare ciò vuol dire
addormentarsi lentamente
vinti dall’inutilità della vita,
sentirsi vinti e lasciarsi morire lentamente,
come non vi fosse nessuna altra occasione di vivere.

Ma non è cosi,
fino a quando  ogni giorno
troveremmo la voglia di provare un’emozione,
allora troveremmo la forza di vivere,
la felicità di guardarci negli occhi
e di sentire l’energia del nostro amore.

A Matteo

Non vi è un motivo

particolare

o meglio si, ma non vi sono

parole con cui dirlo

Capitolo 1

Chissà?

Modo alternativo per cominciare qualcosa, modo inusuale ma che apre un’alternativa o uno spiraglio.

Chissà cosa succederà, oppure;

chissà cosa sarebbe successo se ……

In ogni caso esiste o è esistita un’alternativa.

Si è stati o ci si è trovati davanti ad un bivio, ad una scelta ed abbiamo dovuto o dobbiamo scegliere.

In ogni caso qual è la risposta giusta?

Fare questa o quella scelta?

Quali direzioni si apriranno davanti a noi prendendo questa o quella via, ma soprattutto, quali scelte si chiuderanno

e di cui non potremmo più ritornare a fare?

E’ cosi drastica la scelta, cosi traumatica che ci si arrende troppo presto e si rimane fermi a quel vicolo, aspettando un segnale.

Guardando avanti e indietro senza sapere quale passo intraprendere.

Cosi mi trovavo quella sera, con questo stato d’animo, fermo a quell’incrocio con quel dubbio atroce.

(more…)

Lui era seduto nella seggiola davanti alla vetrata, era stanco, aveva avuto
un pomeriggio impegnativo e desiderava non pensare più a nulla per il resto
della giornata, non aveva voglia di cucinarsi nulla per la cena, e si
gustava il temporale che stava per scoppiare la fuori.
Il camino era acceso ed un buon profumo di brace stava inondando la stanza,
mentre il caldo tepore lentamente avvolgeva tutto.
L’unica luce era quella del caminetto e dei lampi che si intravedevano dalla
vetrata.
Unico compagno di lui era il suo cane disteso accanto a lui faccia a terra
appisolato in quella stanza dove regnava una gran tranquillità.
Si sarebbe aspettato una carezza, una parola, ma il suo padrone era troppo
stanco, oppure era triste. (more…)

La tela vista come metafora della vita.

Colori sparsi, mescolati, invischiati, gettati a caso, pesati, pensati, impastati, pennellati dolcemente, imbrattati pesantemente, scolpiti, diluiti.

Presi singolarmente possono essere, banali, tristi, pesanti, caldi, freddi, allucinanti, leggeri.

Il nero, singolarmente può dare angoscia e tristezza, ma accostato può esaltare e dare gioia.

Il rosso può dare gioia o dolore, simbolo di morte ma nello stesso tempo simbolo di forza e vigore.

E’ il loro accostamento, la loro disposizione che da forma all’arte, alle emozioni.

E’ la sapienza conscia o inconscia dell’artista che da senso alla loro singola esistenza, e sta anche nella capacità dell’interlocutore di apprezzare il loro senso.

Senso che non è univoco, ma variabile e soggettivo, e forse per questo meravigliosamente libero e vivo. Un’opera muore quando viene vista con gli occhi degli altri; è solamente con la nostra esperienza personale che possiamo godere di quell’esistenza. Non vi può essere nulla di precostituito che possa funzionare per ogni essere presente nella terra.

Nuvole, sprazzi di ricordi che mi avvolgono, il pensiero di te e di noi che alberga nella mia mente.

Le mie giornate sono fatte di ricordi, ora piacevoli ora spiacevoli, di turbinanti pensieri che vagano nella mia testa. Cosa sarei io senza di te? Come sarebbe il mondo senza noi? Cosa sarà di noi visto che alla fine moriremo? E il pensiero della morte a volte mi prende; come può esserci una fine alle nostre esistenze? Quale disegno crudele può aver concepito ciò? Un sadico che si diverte a porci un limite o un santo che ci da un motivo per buttarci a vivere prima che sia troppo tardi?

Sono rotolanti pensieri che avvolgono la mia testa, a volte mi sembra crudele che il nostro rapporto debba finire, non per colpa nostra o di chissà chi, ma per naturale necessità, per un ricambio di vita che fa parte della nostra natura di esseri viventi. E visto che il tempo passa, e molto più velocemente di quanto vogliamo farci credere, visto che i passi importanti li compio sempre con qualche anno di ritardo mi domando…. Come farò a realizzare i miei, i nostri sogni se la nostra fine biologica si avvicina sempre più? Ci sono ancora tante cose da fare, da dire, da provare, da creare, ci vorrebbero due o tre vite per realizzare tutto quello che ci meritiamo, per permettermi di lasciarmi andare alle gioie del momento senza pensare al trascorrere inesorabile del tempo. Tu, già lo so che non ti poni questo problema, che non ti importa di quanto tempo manca al domani, ma in me alberga questo pensiero. E’ triste ma anche gioioso, è come quando giochi ad una avventura che ti piace un sacco e vorresti non finisse mai, ma sai che invece finirà prima o poi, non sai quanto poi ma sai che finirà. E allora cerchi di godertela al massimo ma una vocina interiore ti dice che più la vivi e prima finirà, e così cerchi un po’ di centellinarla, di farla durare il più possibile. Così a volte ho paura che non riusciremo a godere di tutto quello che la vita ci può dare, che non ci sarà tempo, che non riusciremo a cogliere i frutti, ma nasce da una mia gioiosa visione del nostro rapporto, che vorrei potesse darci il massimo. Ma allora lasciarsi andare e gustarsi quello che arriva o darsi da fare per ottenere quello che si ha paura altrimenti non possa arrivare? Gli errori, i santi, i mutamenti, la voglia di fare, il vomito, ricchezza della vita o sbandamenti del mio animo? Gustare un tramonto mano nella mano o creare una canzone? Cosa è più bello? Cosa è più naturale? Naturale o artificiale? L’arte può essere artificiale? Se creare una canzone mi costa fatica, non è più degna di chiamarsi gioia? La prima volta che ho smesso di fare musica, ricordo benissimo, per la prima volta ho guardato la tastiera e il mio fedele Amiga e ho pensato:”Ma fare musica è anche fatica” e dentro di me una vocina silenziosa mi diceva:”Mi sembra che sia PIU la fatica che il piacere”. Pensieri fino a poche ore prima a me sconosciuti.. Ma che accade? L’influenza del Male? Tumore celebrale? Crisi mistica, debolezza fisiologica o mentale, ma che importa? L’arte non è più pura espressione di te stesso se la fatica prende il sopravvento. Non c’è un perché, non ha senso. Accade. Forse bisognerebbe lasciare fluire le cose, forse a quel punto è inutile riverberare atti passati, ormai svuotati del loro contenuto originale. E’ una sorta di masturbazione. E’ passato, quel che ha dato ha dato, ora si percorrono nuove strade, o l’oblio. Oppure no? Il vero artista è chi supera la fatica per cercare di creare ancora? Può essere, ma allora diventa lavoro. Tu mi paghi per cancellare la fatica e far venire a galla la parte buona del mio atto creativo. E pensieri distribuiscono la mia mente su di una tela, forse sono loro stessi una forma artistica, ecco perché faccio fatica a liberarmene. Un artista visionario, le mille espressioni di me e di te.

Ma se sei felice dentro, se balli la danza della vita, se una persona ti fa volare, allora la voglia di esprimerti rinasce, la magia del tu esistere non può rimanere imprigionata. Un sentimento vero, puro che contagia i nostri sensi e che dona la gioia di esprimerti. I nostri momenti, i pensieri dei giorni che verranno, il desiderio di non essere più solo. Luce da luce, sentimenti opposti che si combaciano, finalmente. Incastri perfetti che portano alla luce le nostre vere essenze. Stop! Vorrei fermare il tempo. Noi. Gioia. Amore. Che senso ha tutto il resto? Perchè esiste tutto il resto?

Chi lo ha inventato? Chi si è permesso? La guerra, i soldi, il lavoro, la depressione, la stanchezza, le malattie, la vecchiaia, chi le ha inventate? Via, via, via da questa mia vita, non le voglio!!!

La noia, la frustrazione, i calzetti che puzzano, il disordine, lo sporco, ma che ci stanno a fare?

Io e te soli, senza problemi, il resto non esiste… ma esiste. Pazzo a pensare che non esistesse… o genio? Blando seduttore di piacere o mefistofelico auto lesionista? Chi può dirlo. Io avrei voluto che solo tu ed io esistessimo, avvolti da una cornice di piacere. Nessuno deve turbare il nostro amore, nessuno deve permettercelo, neppure noi stessi. Ma il resto esiste, è inevitabile. Allora il segreto è saper affrontare le cose, non fare a finta che non esistono. Uniti per affrontare il mondo, saperci sentire violentati dal vigore delle onde che ci colpiscono il petto. E ridere delle avversità del mondo, ridere della nostra superiorità. Volare… sognare… ma non si può! La realtà è dura, concreta, cattiva, fastidiosa, e se ti coglie mentre sei in volo, ti può facilmente abbattere; e dura è la caduta, più in alto eri e più ti fai male. Allora schivare i colpi? Difficile! E non penso che nessuno nella propria vita non sia mai stato colpito almeno una volta. Saperli ammortizzare è saper vivere.

O mio eroe, insegnami la via della illuminazione, sarà il tuo fedele discepolo.

Buon San Valentino, amore.

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