Lun, 21 Lug 2008
Eppure molte altre volte avrebbero voluto scriverti e parlare con te in questo strano modo, senza essere distratto da mille cose, da mille piccole distrazioni, e poi rimandato per inezie o pigrizia, e allora perché non farlo ora.
Ci sono momenti in cui leggendo scopri delle piccole verità, pillole di saggezza, cose che magari inconsapevolmente pensi in ogni momento, ma che solamente in certe occasioni appaiono nitide e chiare.
E uno di questi momenti è ora.
Ti ricordi di quel giorno che siamo usciti in libreria a prendere quei taccuini, forse non capivi per quale motivo di punto in bianco io volevo assolutamente quei taccuini. Ne ho presi due, uno piccolo per scriverci mille impegni della giornata, i propositi, gli appuntamenti, le note, ed uno per fissare quei pensieri che vengono durante la giornata e che inevitabilmente si tende poi a perdere se non si ha la possibilità di fissarle in qualche modo. Ed è per questo che li ho voluti o meglio che ho voluto il secondo, per poterli fissare e poi magari elaborarli e scriverli magari poi pubblicandoli sul mio piccolo blog “L’onda di Mirrdyn” che piano piano proprio come un’onda lavora e si trasforma.
E quale miglior occasione se non la notte in cui con la sua piacevole calma lascia trasparire i pensieri, li fa maturare e crescere.
E perché non ora, perché rimandare sempre e lasciare sfuggire agli attimi di lucida innocenza che è tipica della notte tra il sogno e la realtà?
E perché non partire da una frase di Coelho?
Il guerriero della luce contempla le due colonne che si trovano ai lati della porta che intende aprire. Una si chiama Paura, l’altra si chiama Desiderio. Il guerriero guarda la colonna della Paura, dove c’è scritto: “Entrerai in un mondo sconosciuto e pericoloso, dove tutto ciò che hai appreso fino ad ora non servirà a niente”. Il guerriero guarda la colonna del Desiderio, dove c’è scritto: “Uscirai da un mondo conosciuto, dove sono conservate tutte le cose hai sempre desiderato e per le quali hai tanto lottato.”. Il guerriero sorride, perché non c’è niente che lo spaventi e niente che lo imprigioni. Con la sicurezza di chi sa ciò che vuole, egli apre la porta.
Gli ultimi avvenimenti che sono successi sono stati tristissimi, ma ora anche se non ancora del tutto assimilati fanno intravedere un piccolo bagliore. Quella porta che in maniera involontaria hai dovuto aprire lascia intravedere qualcosa di luminoso, di bello. Una porta che forse nessuno vorrebbe aprire eppure che si è costretti ad aprire. Ma che ha fatto scoprire a te, e anche a tua madre una forza che non pensavate di avere.
Ho visto in te (e anche se per quel poco che ho potuto vedere oggi in tua madre) una consapevolezza della tua forza, della tua volontà. Una tua volontà a prendere la vita in mano e di affrontarla per quello che è, con le sue meravigliose gioie ma anche con i suoi inevitabili dolori. Ti vedo ogni giorno più forte e più deciso.
Anche se a volte sei un po’ insofferente e amareggiato, riesci comunque ad emergere e ad affrontare in maniera più vigorosa le mille insidie della vita.
Piano piano a piccoli passi procediamo verso la nostra strada, non contano le grandi imprese, ma quei piccoli passi quotidiani che portano ad esaudire i grandi desideri della vita.
Citando sempre Coelho, la luce del sole non è un solo enorme raggio luminoso ma è fatta da un’infinità di piccoli raggi, ed è cosi, portando a compimento quei piccoli ed innumerevoli passi quotidiani, che si raggiunge il traguardo.
Ed è affrontando con un sorriso tutte quelle porte che ci appaiono davanti nella nostra vita che si avanza nel cammino della luce e si è liberi.
Un ultimo pensiero.
Adoro il tuo modo di mettere la tua testa sopra al mio petto,
osservare i tuoi capelli che seguendo il ritmare del mio respiro si adagiano suo mio corpo.
Adoro vedere il tuo sguardo che sollevando il capo,
incrocia in quei momenti di intimità, il mio.
Adoro tornare a casa dalla notte e vederti steso nel letto,
osservare la semplicità e la dolcezza del tuo corpo abbandonato al sonno.
Ed ho scoperto di quanto sia piacevole ascoltare
il tuo leggero russare, quel tuo lasciarti abbandonare.
E mi sento sempre più custode di te,
custode di un meraviglioso dono che mi hai dato,
un dono che sono fiero di custodire,
che ti sono grato di condividere,
un dono che giorno dopo giorno riempie di gioia il mio mondo.