Allucinazioni


Sto leggendo quel libro, e ho paura.

Sti rivivendo attimi di giornate che ho passato, attimi in cui tu mi dicevi cosa ti succedeva e io non capivo.
Attimi in cui ora mi sembra sbagliato il modo mio di comportarmi, attimi in cui non ho dato troppa importanza a quello che tu dicevi.

Non so se quello che è successo a lei sia la stessa cosa che ti sta capitando a te, magari è una forma più leggera, non lo so, non ho la conoscenza per saperlo, ma non voglio che tu arrivi a tale baratro, voglio tenderti la mano prima e tirarti su, sollevarti, salvarti. Sto male a pensare a quello che potrebbe succederti, a quello che ti passa in quella testa, vorrei farti capire molte cose e non so come.

Ho anche paura della tua tranquillità che oggi sembravi avere, ho paura che tu nasconda qualcosa, che non sia reale. Lo voglio sperare con tutto il cuore, ma voglio esserne sicuro, voglio che tu mi dica chiaramente e veramente che sei tranquillo. Non posso stare lontano e non avere sotto ai mie occhi il tuo viso che mi dice ciò.

Forse non ti ho guardato a lungo in questi giorni, lo so che soffrivi, ma non vi ho dato la dovuta importanza.

Non voglio perderti, non aver paura di farmi soffrirl’ho detto e te lo ribadisco che voglio starti vicino in qualsiasi circostanza, nulla potrà allontanarci, anche se a volte mi comporto in maniera burrascosa, non è per cattiveria, ma perchè non so come fare per farti reagire.

Ti amo e ti amerò sempre tienlo bene in mente, ogni attimo della tua vita, ogni secondo che passa io voglio esserti accanto in ogni situazione.

Un bacio

Credo di aver capito una cosa; il segreto della vita è la semplicità.
Occorre affrontare la vita come un bimbo che gioca.

Il suo unico pensiero è l’attimo, non c’è nessuna premeditazione o calcolo matematico di quell’atto. E’ un gioco, solamente un gioco, e quindi divertiamoci.

Prendiamo quello ci viene offerto in quell’attimo, facciamone tesoro, ma non ci leghiamo ad esso, lasciamolo libero di fluire e di evolvere e sicuramente avremmo altre opportunità di gioia.

Se nel nostro cammino trovassimo un fiore meraviglioso, con colori meravigliosi e di un profuno inebriante, il nostro primo istinto sarebbe quello di coglierlo e di conservarlo per noi come un tesoro inestimabile, ma solo dopo poche ore i suoi colori sarebbero stinti e il suo profumo svanito. E se quel fiore fosse stato l’unico?
Non potremmo più godere di tale bellezza? Avremmo cosi posto fine all’evolversi della sua esistenza.
Godiamo invece dell’esistenza di quell’attimo, resistiamo dalla tentazione di raccoglierlo, e custodiamone le sensazioni del momento;così facendo daremmo la possibilità a quel fiore di crescere maturare e riprodursi, e un domani ripassando per quella via, oppure grazie all’aiuto del vento, potremmo ritrovare un nuovo fiore o magari anche una distesa.

Se invece, per cause a noi sconosciute, quel fiore fosse stato veramente l’ultimo e non avesse avuto più la possibilità di riprodursi, anche se noi non l’avessimo colto. allora - dicendolo in maniera brusca, mettiamocela via e non ci cruciamo. E’ andata cosi, la prossima volta saremmo più fortunati.