E’ da molto che non ti scrivo e l’ultima volta è stato per esserti vicino in un momento difficile della tua vita.
Eppure molte altre volte avrebbero voluto scriverti e parlare con te in questo strano modo, senza essere distratto da mille cose, da mille piccole distrazioni, e poi rimandato per inezie o pigrizia, e allora perché non farlo ora.

Ci sono momenti in cui leggendo scopri delle piccole verità, pillole di saggezza, cose che magari inconsapevolmente pensi in ogni momento, ma che solamente in certe occasioni appaiono nitide e chiare.
E uno di questi momenti è ora.
Ti ricordi di quel giorno che siamo usciti in libreria a prendere quei taccuini, forse non capivi per quale motivo di punto in bianco io volevo assolutamente quei taccuini. Ne ho presi due, uno piccolo per scriverci mille impegni della giornata, i propositi, gli appuntamenti, le note, ed uno per fissare quei pensieri che vengono durante la giornata e che inevitabilmente si tende poi a perdere se non si ha la possibilità di fissarle in qualche modo. Ed è per questo che li ho voluti o meglio che ho voluto il secondo, per poterli fissare e poi magari elaborarli e scriverli magari poi pubblicandoli sul mio piccolo blog “L’onda di Mirrdyn” che piano piano proprio come un’onda lavora e si trasforma.

E quale miglior occasione se non la notte in cui con la sua piacevole calma lascia trasparire i pensieri, li fa maturare e crescere.

E perché non ora, perché rimandare sempre e lasciare sfuggire agli attimi di lucida innocenza che è tipica della notte tra il sogno e la realtà?

E perché non partire da una frase di Coelho?
Il guerriero della luce contempla le due colonne che si trovano ai lati della porta che intende aprire. Una si chiama Paura, l’altra si chiama Desiderio. Il guerriero guarda la colonna della Paura, dove c’è scritto: “Entrerai in un mondo sconosciuto e pericoloso, dove tutto ciò che hai appreso fino ad ora non servirà a niente”. Il guerriero guarda la colonna del Desiderio, dove c’è scritto: “Uscirai da un mondo conosciuto, dove sono conservate tutte le cose hai sempre desiderato e per le quali hai tanto lottato.”. Il guerriero sorride, perché non c’è niente che lo spaventi e niente che lo imprigioni. Con la sicurezza di chi sa ciò che vuole, egli apre la porta.

Gli ultimi avvenimenti che sono successi sono stati tristissimi, ma ora anche se non ancora del tutto assimilati fanno intravedere un piccolo bagliore. Quella porta che in maniera involontaria hai dovuto aprire lascia intravedere qualcosa di luminoso, di bello. Una porta che forse nessuno vorrebbe aprire eppure che si è costretti ad aprire. Ma che ha fatto scoprire a te, e anche a tua madre una forza che non pensavate di avere.

Ho visto in te (e anche se per quel poco che ho potuto vedere oggi in tua madre) una consapevolezza della tua forza, della tua volontà. Una tua volontà a prendere la vita in mano e di affrontarla per quello che è, con le sue meravigliose gioie ma anche con i suoi inevitabili dolori. Ti vedo ogni giorno più forte e più deciso.

Anche se a volte sei un po’ insofferente e amareggiato, riesci comunque ad emergere e ad affrontare in maniera più vigorosa le mille insidie della vita.

Piano piano a piccoli passi procediamo verso la nostra strada, non contano le grandi imprese, ma quei piccoli passi quotidiani che portano ad esaudire i grandi desideri della vita.

Citando sempre Coelho, la luce del sole non è un solo enorme raggio luminoso ma è fatta da un’infinità di piccoli raggi, ed è cosi, portando a compimento quei piccoli ed innumerevoli passi quotidiani, che si raggiunge il traguardo.

Ed è affrontando con un sorriso tutte quelle porte che ci appaiono davanti nella nostra vita che si avanza nel cammino della luce e si è liberi.

Un ultimo pensiero.

Adoro il tuo modo di mettere la tua testa sopra al mio petto,
osservare i tuoi capelli che seguendo il ritmare del mio respiro si adagiano suo mio corpo.

Adoro vedere il tuo sguardo che sollevando il capo,
incrocia in quei momenti di intimità, il mio.

Adoro tornare a casa dalla notte e vederti steso nel letto,
osservare la semplicità e la dolcezza del tuo corpo abbandonato al sonno.

Ed ho scoperto di quanto sia piacevole ascoltare
il tuo leggero russare, quel tuo lasciarti abbandonare.

E mi sento sempre più custode di te,
custode di un meraviglioso dono che mi hai dato,
un dono che sono fiero di custodire,
che ti sono grato di condividere,
un dono che giorno dopo giorno riempie di gioia il mio mondo.

Chi sono io. Sono il mio lavoro, la mia casa, le mie proprietà, il mio amore…..
Sono questo e tante altre cose… o forse nulla.

Sono i miei desideri, ma cosa sono i desideri?
I desideri sono la nostra grande molla, grazie a questi noi cresciamo, scopriamo, ci evolviamo o regrediamo.
Il desiderio è una grande molla, non lo si nega. E’ importante e ha determinato la storia dell’umanità. Ma se si comincia a guardare bene, cosa sono questi desideri dai quali non si sfugge mai? Specie oggi, in questa società che ci spinge solo a desiderare e fra i desideri a scegliere solo i più banali, quelli materiali, in altre parole quelli del supermercato. Il desiderio di quelle scelte lì è inutile, è banale, è irrisorio.

Il vero desiderio, se uno ne vuole uno, è quello di essere se stessi.
L’unica cosa che uno può desiderare è di non avere più scelte, perchè la scelta vera non è quella fra due dentifrici,
fra due uomini o donne, fra due macchine. La scelta vera è quella di essere te stesso.

I desideri sono una forma di schiavitù. Perchè più si desidera e piu limitazioni ci si crea. Si desidera una cosa al punto che non si pensa ad altro, non si fa altro, si diventa schiavo di quel desiderio al punto tale che si perde di vista quello che abbiamo già realmente con il rischio di perderlo.

Il cuore batte,
la mano freme.

Il ricordo di lui,
momento post-orgasmo.

Sto leggendo quel libro, e ho paura.

Sti rivivendo attimi di giornate che ho passato, attimi in cui tu mi dicevi cosa ti succedeva e io non capivo.
Attimi in cui ora mi sembra sbagliato il modo mio di comportarmi, attimi in cui non ho dato troppa importanza a quello che tu dicevi.

Non so se quello che è successo a lei sia la stessa cosa che ti sta capitando a te, magari è una forma più leggera, non lo so, non ho la conoscenza per saperlo, ma non voglio che tu arrivi a tale baratro, voglio tenderti la mano prima e tirarti su, sollevarti, salvarti. Sto male a pensare a quello che potrebbe succederti, a quello che ti passa in quella testa, vorrei farti capire molte cose e non so come.

Ho anche paura della tua tranquillità che oggi sembravi avere, ho paura che tu nasconda qualcosa, che non sia reale. Lo voglio sperare con tutto il cuore, ma voglio esserne sicuro, voglio che tu mi dica chiaramente e veramente che sei tranquillo. Non posso stare lontano e non avere sotto ai mie occhi il tuo viso che mi dice ciò.

Forse non ti ho guardato a lungo in questi giorni, lo so che soffrivi, ma non vi ho dato la dovuta importanza.

Non voglio perderti, non aver paura di farmi soffrirl’ho detto e te lo ribadisco che voglio starti vicino in qualsiasi circostanza, nulla potrà allontanarci, anche se a volte mi comporto in maniera burrascosa, non è per cattiveria, ma perchè non so come fare per farti reagire.

Ti amo e ti amerò sempre tienlo bene in mente, ogni attimo della tua vita, ogni secondo che passa io voglio esserti accanto in ogni situazione.

Un bacio

Non sono riuscito ad addormentarmi ieri sera,
lo so che tu non eri sparito per sempre, eppure mi mancavi.
E’ triste tornare a casa e trovarla spenta, buia e silenziosa.
Non sentire quei rumori cosi consueti, sentire quel calore familiare, l’odore del piatto cucinato, sentire l’ansia del ritardo.
Forse sono geloso di tutto ciò, sono viziato, e non ti ho mai dato l’opportunità di crescere per questo.

La paura di trovarsi solo, di sentire il rumore del nulla, il doverti ricordare forse è questo che non mi fa dormire.
Sentire il tuo dolce odore, ma non vederti.
Il vedere le tue cose che fino ad oggi hai indossato sparse per casa, che ancora hanno il calore del tuo corpo, e non sentire la dolcezza del tuo respiro mi fa paura.

Mi trovo a baciare il tuo cuscino, cercando di rubare l’odore che hai lasciato. Lo abbraccio e cerco quello che  di te ha catturato, lo accarezzo e lo stringo forte.

Faccio salire nel letto Sandy per allontanare questo stato di nostalgia, lei mi guarda e viene a farsi coccolare contenta, ma anche lei trova strano che in quel letto tu non ci stia.

Non sto parlando di un morto o uno che mi ha abbandonato, lo so, sei solo andato via alcuni giorni, ma io sono drogato di te e non ne posso rimanere senza.

Siamo fatti l’uno per l’altro indivisibili.

Siamo due sostanze che escolate assieme creano qualcosa di magnifico che perde le due identità per diventare un tutt’uno.

Siamo l’aria e la luce di una bellissima gionata estiva, carica di energia vitale.

Un bacio

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